Nutrizione&Sostenibilità: i legumi

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Che siano leggeri o corposi, delicati o robusti, gustosi e soprattutto nutrienti … sono i protagonisti indiscussi del nuovo anno 2016 e rispondono al nome di LEGUMI.

Era il 10 novembre 2015 quando avveniva il lancio del 2016 quale Anno Internazionale dei legumi dopo i più recenti anni internazionali dedicati a suolo, agricoltura familiare e quinoa.

I legumi sono una fonte economica, gustosa e molto nutriente. Sono infatti ricchi non solo di importanti macronutrienti quali proteine ma anche di micronutrienti vitali che sono di grande beneficio per la salute. I legumi rappresentano anche mezzi di sussistenza importanti per le persone, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. Questo il messaggio di apertura dell’ONU.

I legumi sono importanti coltivazioni per la sicurezza alimentare di una grande percentuale della popolazione mondiale, in particolare in America Latina, in Africa e in Asia, dove sono parte delle diete tradizionali e spesso coltivati dai piccoli agricoltori. Per secoli sono stati una parte essenziale delle diete umane ma tuttavia, il loro valore nutrizionale non viene generalmente riconosciuto ed è spesso sottovalutato. Questo invece quanto affermato e sostenuto dal Direttore Generale della FAO, José Graziano da Silva.

Lo slogan è: Semi nutrienti per un futuro sostenibile e lo scopo è sensibilizzare e aumentare la consapevolezza dei molti vantaggi dei legumi, incrementarne la produzione e il commercio oltre che incoraggiare utilizzi nuovi e più intelligenti lungo tutta la catena alimentare.

Quella dei legumi è una famiglia estremamente variegata ed è nota all’uomo da almeno 10.000 anni.
Oggi rivalutati poichè alimenti eCologici ed eGologici. Questi sia preservano la salute del Pianeta consumando poche risorse ambientali che la salute dell’uomo perché: scarsi in grassi, ricchi di proteine e micronutrienti importanti quali minerali, vitamine e antiossidanti.

Conosciamoli meglio …
Fagioli – bianchi, neri, rossi, cannellini fino ai fagioli dall’occhio , mung e gli azuki;

Lenticchie – marroni, verdi o lenticchia Puy, nere o belunga, gialle o Tan, decorticate fino alle petite cremisi e le messicane macachiados;

Piselli, ceci, fave, lupini, cicerchia e roveja allungano l’elenco dei più comuni legumi.

Sono vere e proprie miniere di nutrienti. Sono tra i vegetali più ricchi di proteine – dal 20 al 25% del loro peso vs 10% del grano e il 30-40% della carne. Hanno (sia freschi che secchi) un alto contenuto di carboidrati. Sono un’ottima fonte di energia perché di elevato valore calorico, sono poveri di grassi (circa il 2-4%) e in particolare non contengono colesterolo pertanto sono indicati nelle diete ipolipidiche.

Tra i loro pregi, inoltre, l’apporto di minerali quali calcio, magnesio, potassio e zinco, fosforo, ferro e di vitamine del gruppo B. Da non sottovalutare l’apporto di fibra alimentare.

I legumi si rivelano pertanto componenti indispensabili in una dieta sana sia per la prevenzione che la gestione di obesità, diabete, patologie cardiache e neoplasie. Per nulla da sottovalutare poichè sono privi di glutine e dunque ottimi alimenti anche per chi vive reazioni avverse al glutine quali celiaci e sensibili al glutine non celiaci.

Oltre al loro chiaro aspetto eGologico c’è da sottolineare anche il loro aspetto più squisitamente eCologico.

I legumi infatti costano poco e si conservano bene e a lungo ma soprattutto risparmiano risorse del Pianeta quali acqua e suolo. Un chilo di lenticchie richiede 50 litri di acqua vs i 4.325 di un chilo di pollame, un chilo di manzo 13.000 e le proteine dei legumi costano un quinto di quelle del latte.

Inoltre i legumi non fanno bene solo agli uomini. Sono ottimi mangimi per gli animali e rendono più fertili i terreni dove vengono coltivati, arricchendoli di azoto.

Qualche dato economico e geografico per completare il quadro …
Negli ultimi dieci anni, la produzione mondiale è salita del 20%, ma il consumo complessivo di legumi è andato lentamente e costantemente calando.

Il principale produttore al mondo è l’India, seguita da Canada, Myanmar, Cina e Nigeria.

Nei Paesi in via di sviluppo i legumi rappresentano il 75% della dieta, in quelli industrializzati solo il 25%.

Da questo quadro emerge il senso dell’anno internazionale dei legumi: aumentare la consapevolezza del valore di questo alimento e promuovere quindi il suo consumo.

La Fao ha raccolto sul suo sito ben 850 ricette da tutto il mondo con i legumi: dal Githeri del Kenya alle Tamalitos a la Inflacion del Costa Rica, dal Bhuna Kichuri del Bangladesh al Dal indiano, dall’Eretensoep olandese al Chourbat al-bourghol algerino.

A noi esperti della Nutrizione e Dietetica spetta ora il compito di divulgare la cultura alimentare dei legumi con i numerosi e dotti strumenti di cui disponiamo!

Letizia Saturni

Fonte:
2016 International year of pulsesFAO

Fao, si apre l’Anno internazionale dei legumi – ANSA.

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