Articoli del mese settembre, 2010

Mirtillo rosso: benefici anche per la prostata

Il mirtillo rosso (Vaccinium macrocarpon) è una pianta sempreverde originaria degli USA, considerata storicamente come un rimedio per le infezioni urinarie. Negli ultimi anni, grazie alle numerose ricerche effettuate, sono stati accertati i suoi effetti.

Tra i diversi composti organici presenti nel mirtillo rosso, il responsabile dei suoi effetti benefici è la proantocianidina (PAC) che aiuta a ridurre l’adesione di batteri patogeni (come l’Escherichia coli) alla mucosa delle vie urinarie, combattendo così le possibili infezioni urinarie.

Un nuovo studio, condotto dall’Università di Palacky in Olomouc, nella Repubblica Ceca, ha dimostrato che il mirtillo rosso ha effetti protettivi (già ben noti contro le infezioni delle vie urinarie nelle donne) anche per la prostata negli uomini.

Lo studio è stato pubblicato nel British Journal of Nutrition, dove i ricercatori hanno dichiarato che dopo sei mesi di supplementazione con 1,500 mg al giorno di mirtillo rosso si otteneva un significativo miglioramento dello stato di salute della prostata.

L’ipertrofia prostatica benigna (BPH) e la prostatite cronica (CP) sono associate ai sintomi delle basse vie urinarie (LUTS), conosciuti anche come prostatismo, e colpiscono il 40% degli uomini anziani. Secondo l’Associazione Europea degli Urologi, il 30% degli uomini di 65 anni sono affetti da BPH.

Ai fini dello studio, per poter valutare l’uso dei mirtilli rossi nel trattamento dei sintomi delle basse vie urinarie (LUTS), i ricercatori hanno reclutato 42 uomini intorno ai 63 anni di età. Dopo sei mesi, i risultati hanno mostrato che il gruppo che aveva assunto integratori a base di mirtillo rosso otteneva significativi miglioramenti nei target utilizzati per valutare lo stato di salute della prostata,  mentre per il gruppo di controllo (placebo) non è stato osservato nessun miglioramento significativo.

I ricercatori affermano che questo studio è stato il primo a valutare il possibile trattamento dei sintomi delle basse vie urinarie (LUTS) attraverso l’uso di integratori a base di mirtillo rosso e i risultati hanno confermato l’evidenza che il mirtillo rosso può effettivamente migliorare i sintomi delle basse vie urinarie (LUTS).

In conclusione, quindi, i ricercatori sostengono che “Attualmente i pazienti affetti da LUTS sono assistiti con medicinali che possono avere effetti avversi mentre il mirtillo rosso potrebbe essere utilizzato per programmare un trattamento naturale ed economico”.

Per poter leggere l’abstract dell’articolo cliccare sul seguente link:
http://journals.cambridge.org/action/displayAbstract?fromPage=online&aid=7881886

Artrite: benefici dalla Vitamina B6

artrLa vitamina B6 è una vitamina idrosolubile che esiste nelle forme piridossina, piridossal e piridossamina. La possiamo trovare in fagioli, carne, pesce ed alcuni tipi di frutta e verdure, come spinaci e avocado. La RDA (The Recommended Dietary Allowance) per la vitamina B6 è 1.3 milligrammi per uomini e donne di età compresa fra 19 e 50 anni.

Un’elevata dose giornaliera di vitamina B6 è in grado di ridurre i livelli dei composti infiammatori che si producono nelle persone che soffrono di artrite reumatoide.

È quello che afferma un recente studio effettuato dai ricercatori dell’università di medicina “Chung Shan” in Taiwan. I risultati dello studio, pubblicati nell’European Journal of Clinical Nutrition, mostrano che i livelli dei composti proinfiammatori, interluchina-6 (IL-6) e il fattore alfa di necrosi tumorale (TNF-alpha), diminuivano significativamente dopo aver consumato supplementi di vitamina B6 di 100 milligrammi per 12 settimane.

Ad ogni modo non è stato osservato nessun cambiamento per la piridossal-5-fosfato (PLP), la forma attiva della vitamina B6, in relazione ai livelli della proteina reattiva C (CRP), che rappresenta un altro marker dell’infiammazione.

Ai fini dello studio i ricercatori hanno reclutato 35 partecipanti. Aleatoriamente un gruppo assumeva 5 mg al giorno di acido folico da solo, mentre l’altro assumeva 5mg di acido folico più 100 mg di vitamina B6.

Dopo 12 settimane i ricercatori hanno potuto osservare una importante riduzione dei livelli di IL-6 e del TNF-alpha, ma  solo nei partecipanti del gruppo che aveva assunto la vitamina B6.
I ricercatori hanno quindi concluso che elevate dosi di vitamina B6 (100mg/day) sono in grado di sopprimere la risposta proinfiammatoria ( IL-6 e TNF-alpha) nei pazienti con artrite reumatoide.

Per leggere l’abstract dell’articolo cliccare sul seguente link:
http://www.nature.com/ejcn/journal/vaop/ncurrent/abs/ejcn2010107a.html

Tè nero: un possibile antiallergico

orange-pekoe-floweryUn nuovo studio suggerisce che le teaflavine, dei composti presenti nel tè nero, possono essere in grado di ridurre la risposta allergica.

I risultati di questo studio sono stati pubblicati sul Journal of the Science of Food and Agriculture.  Ai fini dello studio è stato utilizzato un modello animale. Nei topi che erano stati nutriti con estratti a base di tè nero, in seguito all’esposizione con un allergene si producevano pochi composti infiammatori, mentre i livelli di antiossidanti nel sangue venivano mantenuti costanti, grazie ai composti del tè.

L’interesse nel tè e nei suoi composti è cresciuto durante gli ultimi anni, concentrandosi maggiormente sul suo contenuto in polifenoli. Il tè verde contiene fra il 30 e il 40% di polifenoli, mentre il tè nero (tè verde che è stato ossidato per fermentazione)  ne contiene tra il 3 e il 10%. Il tè Oolong è un tè semi-fermentato che si trova fra il tè verde e il tè nero. I quattro principali polifenoli trovati sono epigallocatechina-3- gallato (EGCG), epigallocatechina (EGC), epicatechina-3-gallato (ECG), e epicatechina (EC).

La maggioranza degli studi hanno focalizzato la loro attenzione sul tè verde e i suoi componenti, principalmente le EGCG. Il nuovo studio ha invece osservato l’azione delle teaflavine del tè nero su un modello animale: topi con allergia di tipo IV.

Diversamente da altri tipi di allergia, quella testata in questo nuovo studio (tipo IV)  coinvolge direttamente le T cellule del sistema immunitario senza la partecipazione degli anticorpi.

L’allergia di tipo IV è un’allergia di ipersensitività ritardata, in cui l’apparizione della risposta allergica tarda da 12 a 24 ore dopo l’esposizione all’allergene. Un esempio di questo tipo di allergia è la dermatite da contatto. L’esposizione all’allergene causa il rilascio delle citochine proinfiammatorie dalle cellule T helper di tipo 1 (Th1). Secondo i risultati osservati, l’aumento di tale rilascio veniva impedito nei topi alimentati con le teaflavine del tè nero.

I ricercatori della Japan’s Numazu National College of Technology e della Nagoya Women’s University hanno esaminato gli effetti di due teaflavine del tè nero, la teaflavina-3-gallato e la teaflavina-3,3-digallato (TFDG), su topi maschi sensibilizzati con allergia di tipo IV.
Quando le teaflavine sono state iniettate nella pelle dell’orecchio, i ricercatori hanno notato dei significativi effetti di prevenzione nei topi con allergia di tipo IV.

Inoltre, i ricercatori hanno osservato simili risultati anche quando venivano somministrati per via orale circa 50 mg per ogni Kg di peso corporeo. Il gruppo dei topi di controllo, i quali non venivano nutriti con i composti del tè nero, presentava un aumento delle citochine proinfiammatorie come l’interluchina-12 (IL-12), il fattore alpha di necrosi tumorale (TNF-alpha) e interferone gamma (IFN-gamma). Ad ogni modo, quando i topi venivano nutriti con teaflavine questo aumento non veniva osservato.

I ricercatori sostengono che il meccanismo d’azione antiallergico delle teaflavine deve coinvolgere l’inibizione della liberazione delle citochine e il mantenimento dello stato degli antiossidanti nei topi allergici.

Per leggere l’abstract dell’articolo cliccare sul seguente link:
http://www3.interscience.wiley.com/journal/123568902/abstract?CRETRY=1&SRETRY=0