Articoli del mese luglio, 2010

L’importanza della vitamina D nelle donne in gravidanza

gravidanza-donna-fioreSecondo una ricerca inglese, le donne  in gravidanza dovrebbero consumare vitamina D.

I ricercatori inglesi dell’University College London Institute of Child Health, che hanno pubblicato i risultati del loro studio nel British Journal of Nutrition, affermano infatti che il consumo di supplementi di vitamina D  avrebbe effetti benefici  per le donne in gravidanza, riducendo il rischio di malattie nei nascituri come il rachitismo e la ipocalcemia infantile.

La vitamina D è una vitamina liposolubile e può essere acquisita sia con l’ingestione che con l’esposizione alla luce solare. Nel periodo della gravidanza, è necessario aumentare l’apporto di tale vitamina. Il fabbisogno giornaliero di Vitamina D si aggira intorno ai 10 µg, e non è facile assumerla con la dieta quotidiana.  La Vitamina D è necessaria al feto per sviluppare lo scheletro, ma se la dieta della madre non contiene una quantità sufficiente di calcio, sia il feto che la madre possono subire dei danni.

Durante lo studio, gli scienziati hanno rilevato che l’Inghilterra era l’unico paese, su 31  paesi esaminati, che non raccomandava il consumo di supplementi di vitamina D alle donne in gravidanza. La Dr.ssa Elina Hypponen afferma che è inaccettabile l’elevata incidenza della carenza di vitamina D nelle donne in gravidanza in Inghilterra. Tale carenza si presenta soprattutto durante la stagione invernale e  primaverile ed è dovuta alla mancanza di esposizione al sole e alle limitazioni di una dieta media che cerca, ma non soddisfa, i fabbisogni ottimali.

La Dr.ssa continua dicendo che nella maggioranza dei casi più gravi, la carenza della vitamina durante la gravidanza può risultare molto rischiosa per i nuovi nati e può portare anche alla morte. I ricercatori, quindi, raccomandano un consumo giornaliero di supplementi della vitamina D durante la gravidanza: in tal modo si potrà diminuire notevolmente il numero delle madri che soffrono di questa carenza, riducendo di conseguenza i seri rischi a cui vanno incontro i loro bambini.

I ricercatori hanno anche sottolineato l’importanza della vitamina D in particolare nelle donne con pelle scura, dato che lo scarso assorbimento della luce solare causa una bassa produzione della vitamina.

Per leggere l’abstract dell’articolo cliccare sul seguente link:

http://journals.cambridge.org/action/displayAbstract?fromPage=online&aid=7829172

Aglio e cipolla facilitano l’assorbimento dei minerali

agliocipolla450-2-morguefilesAglio e cipolla possono aumentare, di quasi 7 volte, la capacità del nostro organismo di assorbire il ferro e lo zinco presenti nei cereali.

Una nuova ricerca del Technological Research Institute (del Mysore, India), i cui risultati sono stati recentemente pubblicati sul Journal of Agricultural and Food Chemistry, ha dimostrato che il consumo di aglio e cipolla insieme ai cereali aumentava l’assorbimento del ferro di circa il 70%, mentre per quanto riguarda lo zinco l’aumento poteva raggiungere il 160%.

I ricercatori, coordinati dal dottor Krishnapura Srinivasan, hanno utilizzato un modello del tratto gastrointestinale, simulando il passaggio del cibo attraverso l’intestino e la digestione. A tale scopo, hanno utilizzato due tipi di cereali (riso e grano sorgo) e due tipi di legumi secchi (ceci e fagioli mungo), sia crudi che cotti, insieme a quantitativi modesti di aglio (da 0,25 a 0,50 grammi ogni 10 grammi di cereali) e cipolla (da 1,5 a 3 grammi ogni 10 grammi di cereali).

I risultati hanno mostrato che in presenza di entrambi i bulbi, cipolla ed aglio, si è prodotto un notevole aumento dell’assorbimento del ferro (70%) da entrambi i cereali, sia in forma cotta che cruda.  Riguardo all’assorbimento dello zinco, i dati hanno mostrato variabilità: un aumento dal 10,4 al 159,4% in concomitanza dell’assunzione dei cereali, e dal 9,8 al 49,8% con i legumi.

Gli studiosi spiegano che il probabile meccanismo che ha provocato questo aumento dell’assorbimento è dovuto all’alto conenuto di zolfo di cipolla e di aglio. È stato dimostrato in precedenti esperimenti di laboratorio che gli zolfo-aminoacidi, come la cisteina, migliorano lo stato di questi minerali.

La carenza di ferro colpisce circa un terzo della popolazione mondiale, con circa due miliardi di persone anemiche. La carenza di zinco colpisce circa il 30% della popolazione mondiale.
Queste carenze nascono soprattutto dalla scarsa biodisponibilità di questi minerali negli alimenti: in altre parole il nostro organismo non riesce ad assorbirli facilmente e quindi vengono assorbiti molto poco.

Poiché i cereali (riso, frumento, orzo, grano saraceno, avena, segale, ecc…) rappresentano l’alimento principale della nostra dieta, questi risultati assumono una grande importanza, considerato il notevole contributo che possono offrire alla lotta contro due delle più grandi deficienze presenti nel mondo.
I dati ottenuti, infatti, potranno essere utilizzati per programmare nuove strategie alimentari allo scopo di aumentare l’assorbimento di questi minerali e contribuire cosí al miglioramento della salute umana.

Per leggere l’abstract dell’articolo cliccare sul seguente link:

http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/jf100716t

Vitamina B6 e metionina riducono il rischio di cancro ai polmoni

21062006123314_lungUn nuovo studio effettuato su 400,000 persone, inclusi fumatori ed ex-fumatori, suggerisce che elevati livelli di vitamina B6 nel sangue possono ridurre del 50% il rischio di contrarre cancro ai polmoni. Inoltre, è stato osservato che anche la metionina,  un amminoacido essenziale presente nella maggior parte delle proteine, sarebbe in grado di ridurre tale rischio.

A indicarlo è uno studio condotto dai ricercatori dell’International Agency for Research on Cancer con sede a  Lione (Francia), che a tale scopo hanno utilizzato i dati ottenuti dalla donazione del sangue di 385,747 partecipanti al progetto Europeo EPIC (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition).

Dall’analisi di questi dati, i ricercatori, coordinati da Paul Brennan, hanno osservato che alti livelli di vitamina B6 nel sangue risultavano associati a un minor rischio di cancro al polmone. Simili risultati sono stati osservati per alti livelli di metionina, un amminoacido essenziale. Questa diminuzione del rischio è stata osservata sia nei fumatori che negli ex fumatori, così come in persone che non hanno mai fumato.

Per i ricercatori, quindi, questa notevole diminuzione, sia nei fumatori che negli ex fumatori, farebbe pensare che alti livelli ematici di vitamina B6 e di metionina possano essere associati ad una diminuzione fino al 50% del rischio di contrarre un cancro ai polmoni. Inoltre, è stato notato che anche il folato può avere effetti  benefici e che alti livelli di folato combinati con la metionina e la vitamina B6 erano associati ad un 66% di riduzione del rischio di cancro ai polmoni.

Precedenti ricerche avevano indicato che deficienze di vitamine del complesso B potevano portare ad un aumento del rischio di danni al DNA e quindi a mutazioni nei geni. Dato il loro coinvolgimento nel mantenimento dell’integrità del DNA e dell’espressione genetica, questi nutrienti svolgono un ruolo potenzialmente importante nell’inibizione dello sviluppo del cancro e offrono la possibilità di ridurne il rischio attraverso cambiamenti nella dieta.

La prevenzione rappresenta un fattore di grande importanza, nonché la migliore arma da utilizzare nella battaglia contro le malattie. I ricercatori  ci tengono a sottolineare che  i risultati ottenuti con la prevenzione contro il cancro ai polmoni non devono distrarre dalla necessità di ridurre il numero dei fumatori, poiché è questa la prima vera battaglia nella prevenzione.

Per leggere l’abstract dell’articolo cliccare sul seguente link:
http://jama.ama-assn.org/cgi/content/short/303/23/2377