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concorso “Olimpiadi FUNIBER”
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Iscrizioni aperte per le Olimpiadi FUNIBER

Cominciano oggi le Olimpiadi FUNIBER, un concorso internazionale con lavori originali creati da studenti ed ex-studenti di FUNIBER. Il vincitore si porterà a casa un tablet e una borsa dell’80% per studiare uno dei Masters patrocinati da FUNIBER.

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Obesità: predestinazione ad accumulare grasso?

Una domanda che spesso si pongono tutti i professionisti che ruotano intorno al paziente obeso.

Ora pur rimanendo una questione poco chiara c’è qualcosa di nuovo che è stato presentato recentemente all’European College of Neuropsychopharmacology.

Lo studio è stato condotto dai ricercatori dell’Università di Granada in collaborazione con Monash in Australia, su 39 obesi vs 42 normopeso.

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Gerontologia |

Uroguanilina: peptide con effetto anti-obesità

obesitáL’asse intestino-cervello è di grande importanza nel controllo dell’omeostasi energetica del corpo, e diversi sono i fattori (peptidi e proteine) ​​rilasciati dal sistema digestivo attualmente in fase di studio come trattamenti farmacologici per la regolazione del peso corporeo e contro l’obesità. La uroguanilina, un peptide prodotto nell’intestino e con azioni anoressanti, ha rivelato un nuovo sistema nella regolazione del bilancio energetico e si aggiunge alla lista degli ormoni prodotti dal sistema digestivo con una azione cruciale nel controllo del peso.

Gli scienziati dell’Istituto di Salute Carlos III (ISCIII) e l’Università di Santiago de Compostela (USC) hanno infatti dimostrato l’effetto anti obesità di questa proteina attraverso esperimenti su topi. Durante il lavoro, la somministrazione cronica di uroguanylina a topi obesi ha determinato una riduzione drastica sia del peso che del grasso corporeo senza ridurre la quantità di cibo introdotta dagli animali. Quando la uroguanilina viene prodotta e rilasciata nell’intestino, arriva al cervello, responsabile della trasmissione dei segnali al tessuto adiposo affinché l’ormone possa esercitare il suo effetto anti-obesità. I ricercatori hanno scoperto che la uroguanilina ha effetto sui due tipi di grasso corporeo: il tessuto adiposo bianco e il tessuto adiposo bruno. “Da un lato, la uroguanilina aumenta l’attività del grasso bruno, che brucia calorie per mantenere la temperatura corporea, e in secondo luogo, stimola la differenziazione di grasso bianco in grasso ma bruno, contribuendo a bruciare più calorie”, spiega la Dott.ssa Luisa Maria Seoane, direttore del gruppo di Fisiopat, che a guidato il lavoro con la collaborazione del professor Ruben Nogueiras (USC).

Questi risultati sono inoltre rilevanti in quanto suggeriscono che le benefiche azioni anti obesità del peptide attraverso il sistema nervoso simpatico non comportano effetti avversi gastrointestinali, come la diarrea.

Il lavoro è stato pubblicato sulla rivista Diabetes:

Uroguanylin action in the brain reduces weight gain in obese mice via different efferent autonomic pathways. Cintia Folgueir et al. doi: 10.2337/db15-0889 Diabetes November 13, 2015

 

 

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Il resveratrolo non allunga la vita..

resveratrolIl resveratrolo, un polifenolo presente in uva, vino rosso, cioccolato e certe bacche e radici, è considerato un composto con potenziali effetti antiossidanti, anti-infiammatori e antitumorali per gli esseri umani. In organismi inferiori, l’assunzione di resveratrolo è stata previamente correlata alla longevità, ma non ci sono evidenze del suo effetto sull’uomo.

Qualche settimana fa è stato pubblicato uno studio su JAMA, avente l’obiettivo di determinare un’eventuale relazione tra i livelli di resveratrolo conseguiti con la dieta, valutati attraverso l’escrezione urinaria di composti provenienti dal metabolismo del resveratrolo e parametri di infiammazione, cancro, malattie cardiovascolari e tasso di mortalità per tutte le cause negli esseri umani, attraverso l’analisi di dati provenienti da uno studio di coorte prospettico (Invecchiare in Chianti, InCHIANTI), condotto nel periodo 1998-2009  in 2 villaggi della zona del Chianti, su un campione di popolazione di 783 uomini e donne residenti di 65 anni.

Il principale parametro valutato è stato la mortalità per tutte le cause. Gli esiti secondari considerati furuno i livelli serici di marcatori di infiammazione (proteina C-reattiva serica, interleuchine IL-6 e IL-1β, e il fattore di necrosi tumorale [TNF]) e l’incidenza di cancro e malattie cardiovascolari.

Durante i 9 anni di seguimento,  il 34,3% dei partecipanti è morto (268 persone). Dividendo la popolazione in quartili, in funzione dell’escrezione urinaria di metaboliti del resveratrolo (indice di assunzione attraverso la dieta), la percentuale di partecipanti che sono morti per tutte le cause è stata, dal quartile più basso al più alto, del 34,4%, 31,6%, 33,5% e 37,4%, rispettivamente (P = .67). I partecipanti nel quartile con escrezione più bassa di resveratrolo totale urinario avevano un rapporto di rischio della mortalità di 0,80 (95% CI, 0,54-1,17) rispetto a quelli nel più alto quartile.

Inoltre, i livelli di resveratrolo non sono stati associati significativamente a nessuno dei marcatori infiammatori e delle malattie cardiovascolari o proliferative valutati, né con indici predittivi di mortalità per tutte le cause.

Per questo motivo, gli autori hanno concluso che i livelli di resveratrolo raggiunti con una dieta occidentale non hanno un notevole influsso sullo stato di salute e sul rischio di mortalità della popolazione in studio.

Sara Tulipani

Il riferimento bibliografico:

Semba et al. JAMA Intern Med. 2014 May 12. doi: 10.1001/jamainternmed.2014.1582. Resveratrol Levels and All-Cause Mortality in Older Community-Dwelling Adults.